SANTA LUCIA
venerdì 13 dicembre 2024 13:17
Ho preso il bus oggi venerdì 13 (il giorno di santa Lucia) alle 00.05 da Bari ( via Capruzzi). Lo sciopero era già iniziato alle 21 di ieri (3 ore prima) e sarebbe continuato fino alle 21 del giorno dopo (di oggi). Sarei dovuto arrivare a Roma Tiburtina alle 6 di mattina per poi prendere un treno per i Bagni di Tivoli dove alle 9 di mattina avrei dovuto fare il primo spettacolo e alle 11 il secondo spettacolo . I 2 spettacoli erano in scuole diverse distanti l’una dall’altra circa 1 km. Entrato nel bus a Bari, ho chiesto conferma all’autista dell’orario d’arrivo a Roma: arriviamo alle 6 giusto? Mi ha guardato e sorriso..non arriveremo mai alle 6 .. mi ha risposto.. le autostrade sono tutte bloccate. Per tutto il viaggio il bus è salito e sceso per colline e montagne, credo non abbia fatto neanche 100 metri d’autostrada, ha preso anche diverse buche, alcune di queste hanno fatto agitare alcuni passeggeri ( un po’ come quando l’aereo in volo improvvisamente perde quota). Alle 5 siamo arrivati a Napoli con un ritardo di 1 ora abbondante. Per Roma mancavano ancora 2 ore. Ho ricalcolato gli orari da Roma Tiburtina per i Bagni di Tivoli con l’app di trenitalia: c’era un treno che partiva alle 7.10. Il bus infine è arrivato alle 7.00 alla fermata dei bus di Roma Tiburtina. Sono sceso per primo dal bus e con il mio carrello ( in foto) sono corso verso la stazione dei treni. Arrivato in stazione sul tabellone generale c’era scritto che il treno stava per partire dal binario 27… la
luce lampeggiava, era in partenza, ce la potevo fare.. mancavano 4 minuti.. ho iniziato di corsa a salire e scendere per le scale mobili.. ho superato tutti.. ma il binario 27 era ovviamente quello più lontano .. quando stai di fretta ti stanno tutti in mezzo .. detesto le persone che scambiano le stazioni per musei e prendono i tabelloni per opere d’arte. finalmente sono arrivato al binario 27. C’era gente che aspettava. C’era anche il treno ma era spento, al buio con le porte chiuse…In sciopero. Col fiatone cercavo informazioni ma nessuno sapeva niente. L’insegna luminosa indicava ancora Tivoli, ore 7.10, c’era ancora il lampeggiante della partenza imminente ..ma erano le 7.20.. perché non avevano scritto treno cancellato? Mi sarei risparmiato la corsa. Ho cercato su Google Map un’alternativa.. Ponte Mammolo, metro B, forse ce l’avrei fatta.. sarei arrivato ancora in orario per lo spettacolo.. quando in fondo un tipo ha gridato; il treno per Tivoli in partenza dal binario 26! Tutti a correre. Io sempre col mio carrello su e giù per le scale mobili. Sono arrivato al binario 26. Il treno c’era ed era pure tutto illuminato ( quasi troppo) e pronto a partire. Una volta entrato il treno mi sembrava surreale, i sedili tutti colorati e poi non c’era nessuno, dov’era finita tutta la gente che aveva appena corso con me per il binario 26? sentivo dei suoni come delle note che si alternavano in scale ascendenti e poi discendenti. Era una apparecchiatura elettronica con lucine vicino al mio sedile. Arrivò una controllora con i capelli rossi. Le chiesi se il treno andava ai Bagni di Tivoli? Lei mi guardò, mi sorrise e rispose: sì va ai Bagni di Tivoli ma non farti male. Ho ringraziato e mi sono seduto. Perché mi ha detto.. non farti male? Quei suoni di note ascendenti e discendenti mi hanno accompagnato per tutto il viaggio. Nessuno è salito e sceso dal treno. Fuori era grigio e buio. A tratti la pioggia faceva strisce d’acqua oblique sul finestrino. Ogni tanto mi guardavo ad un monitor che avevo davanti appeso alla parete. La telecamera del treno mi stava riprendendo. Mi sono salutato. La mia mano si muoveva a scatti nel monitor. Sono arrivato ai Bagni di Tivoli alle 8.30 ho iniziato di nuovo a correre questa volta per le strade deserte di periferia. Ho visto nei prati diversi camion circensi abbandonati. C’era anche un gioco del tira pugni avvolto dall’edera. Sembrava che l’ultimo pugno l’avesse preso ieri.. un ieri di 10 anni fa. Probabilmente era un campo rom. Ne avevo incontrati di campi simili anche in periferia di Prato, sono nomadi che si muovono con le roulotte e il circo. Sono arrivato alla scuola, era un asilo, i bambini mi stavano aspettando. Ho montato la scena. Per farli subito ridere ho gonfiato la pancia. Ho fatto vedere la ciccia come dicono loro. Da poco ho scoperto che gonfiando la pancia i bambini ridono in automatico. Dopo 1 oretta ho terminato lo spettacolo, ho ringraziato, smontato la scena e iniziato a correre per l’altra scuola. La maestra prima di uscire mi ha spiegato la strada. Come sono uscito dalla scuola mi sono subito perso sotto la pioggia. Altri camion circensi abbandonati nei prati. Dei cani mi abbaiavano. Forse avevano paura del carrello veloce. Ho Incontrato due donne, dai vestiti e dai volti mi sembravano di etnia Rom. Gentilmente mi hanno accompagnato alla nuova scuola. Entrato le maestre mi hanno detto che lo spettacolo era al piano di sopra. Come ho visto le rampe di scale mi sono sentito mancare… ero troppo stanco.. ho chiesto di fare lo spettacolo al piano terra. Dopo essersi consultate mi confermano che avrei potuto fare lo spettacolo al piano terra ma avrei dovuto aspettare che i bambini terminavano di preparare i biscotti. Non c’era problema. Aspettavo. Ormai ero arrivato e soddisfatto. Importante per me era fare i 2 spettacoli e portare a casa i soldi. Altrimenti oltre agli 80 euro di viaggio buttati, mi ero fatto inutilmente una nottata in bus a venire e un’altra a tornare. Come ho finito di preparare la scena è arrivata una maestra correndo e gridando: c’è una perdita! Le ho chiesto di cosa? Non mi ha risposto e si è diretta dalle altre maestre: fate uscire subito i bambini! Ho sentito un rumore provenire dal piano superiore e poi ho visto una gran quantità d’acqua scendere dalle scale. Diverse classi si sono precipitate fuori nei diversi punti di raccolta esterni. Sono uscito anch’io guardando la mia scenografia e il mio impianto rimanere dentro. Il rumore aumentava. Si sentiva come una vibrazione. Come il suono di una gigantesca caffettiera. Mi sono avvicinato alla maestra che aveva dato l’allarme e le ho chiesto se qualcuno aveva chiamato i pompieri. La maestra mi ha risposto che prima di chiamare i pompieri doveva arrivare la preside. Le ho risposto che la
Preside non era un pompiere e in quel momento c’era una emergenza. Ma la maestra mi ha risposto che
la procedura andava rispettata e bisognava prima aspettare la preside. Ho avuto come un’immagine , ho visto un bambino ancora sopra, ho visto l’acqua poi la corrente elettrica. Ho chiamato il 112. Mi ha risposto un disco poi un operatore. Ho spiegato la situazione. Ho chiesto alle maestre l’indirizzo esatto della scuola. L’operatore mi ha passato un pompiere che voleva sapere esattamente cosa stava succedendo. Ma io di esatto non sapevo niente. Se non le parole confuse della maestra che ha dato l’allarme. Ho preso quindi la decisione: senta ora salgo e le dico cosa vedo. Sono salito lungo le scale con i piedi nell’acqua che scorreva quasi come un fiume. Più salivo e più sentivo il rumore della caffettiera gigante. Il pompiere al telefono mi ha chiesto cos’era quel rumore. Gli ho detto che c’era un tubo davanti a me squarciato dal quale fuoriusciva un getto di acqua e del vapore. Poi gli ho detto che era tutto allagato e c’erano dei cavi di corrente nell’acqua dove stavano immersi pure i miei piedi…. Il pompiere capita la situazione, mi ha detto di allontanarmi subito e di assicurami che non c’erano più nessuno nell’ edificio, i pompieri sarebbero subito arrivati. Poi è scattata una sirena e la luce è sparita ( santa Lucia? ) Almeno non c’era più corrente nell’edificio. Come ho raggiunto le aree esterne di raccolta con i bambini che giocavano a girotondo con le maestre, ho visto la preside urlare e rimproverare la maestra che aveva dato l’allarme. Voleva portare dentro i bambini perché era una semplice perdita d’acqua non doveva accadere quell’evacuazione .. Improvvisamente ho pensato al mio spettacolo e al mancato guadagno. Sapendo che ormai non c’era più corrente ho proposto alla preside di intrattenere i bambini con il mio spettacolo. Compiaciuta mi ha guardato e ha invitato le maestre a portare dentro i bambini per lo spettacolo. Mi sono ritrovato nell’ androne con tutti i bambini davanti. Il problema era l’acqua che continuava ad uscire. Con addosso il costume di scena ho fatto un giro dell’edificio scolastico fino ad arrivare alla centrale idrica. Ho guardato un po’ i tubi e ne ho visto una bello grosso con una leva. L’ho girata. Il rumore della caffettiera era sparito. Tornato dai bambini ho iniziato con lo spettacolo. Senza luci né microfono, con la sirena, l’acqua che gocciolava, le maestre che parlavano ad alta voce dell’accaduto e i bambini davanti attenti ed in silenzio. Ho iniziato a raccontare di un uccellino in un bosco che faceva proprio il suono di quella sirena…I bambini non si sono mai distratti, neanche quando i pompieri salivano e scendevano per le scale. Tutta la scena era fatta per noi, tutti era diventato il nostro teatro. Dopo un oretta ho finito con lo spettacolo, i pompieri se ne sono andati e la preside furibonda mi si è avvicinata urlandomi che mi avrebbe denunciato per aver causato un allarme inesistente presso un pubblico esercizio. Ero io ad aver chiamato i pompieri! 30 minuti dopo ero già fuori in corsa verso il prossimo bus che mi avrebbe riportato a Roma e poi a Bari.